NUOVI INFISSI

La ristrutturazione dei prospetti esterni della nostra chiesa procede… oramai manca poco! Nel frattempo si è rivelato necessario un altro intervento: la sostituzione dei vetri posti a protezione delle vecchie vetrate istoriate! Essi si presentavano filati, i telai arrugginiti ed in avanzato stato di deterioramento, come si può vedere in foto! Ora le vetrate hanno acquisito più luminosità, in quanto i vecchi vetri erano di colore giallo ed opaco! Inoltre, abbiamo limitato ulteriori danni di esse! Il risultato venite a vederlo voi, all’interno ed all’esterno! Nelle giornate di sole il gioco di colore è sempre più entusiasmante!

BRICIOLE DI VANGELO

a cura di suor Tiziana Sció

VIII DOMENICA T.O C
Dal Vangelo secondo Luca (6,39-45)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca? Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore».

“Ascolta popolo mio”, il Vescovo presenta la lettera pastorale alla diocesi di Lecce.

Martedì 26 Febbraio alle ore 17 presso l’aula Magna del Codacci-Pisanelli l’Arcivescovo Seccia alla presenza di quasi cinquecento persone ha vuto presentare la lettera pastorale “Ascolta popolo mio” rivolta a sacerdoti, laici e consacrati.
Il dibattito è stato introdotto dal prof. Nicola Paparella che durante il suo intervento introduttivo ha voluto concentrare la sua riflessione sul numero 55 in cui il vescovo ha voluto ricordare ai presbiteri l’importanza del loro ministero con l’invito di mettersi in ascolto dello Spirito Santo e di non essere “padroni della vigna”.
A seguire l’intervento del rettore del Seminario regionale di Molfetta Don Gianni Caliandro.
Il nostro Dio è un Dio che parla e di fronte a Dio c’è l’uomo che ascolta. Quindi il principio dell’uomo è l’ascolto. cfr Dt 6
In questo testo è Dio che parla ad Israele come popolo che ascolta. La sua passività è posta da Qualcuno che parla. Inoltre dal punto di vista antropologico è il primo senso, non a caso il bambino avverte il rumore del battito del cuore della mamma. Quindi un essere accolto incondizionato. Imparerà a parlare imparando ad ascoltare. E pian piano si diventerà una persona.
Dunque noi come Chiesa siamo ciò che ascoltiamo. Dio non vuole avere potere ma la volontà dell’Amore che esige libertà.
A seguire l’intervento di mons. Pietro De Santis, Direttore dell’Istituto Pastorale Pugliese.
Ha voluto ribadire che le parrocchie se diventano autoreferenziali si ammalano. Infatti proprio San Giovanni Paolo II nel documento sulla Chiesa del terzo millennio ha ricordato ad essa che avrà il compito di contemplare e rivelare.
Spesso guardando le agende delle parrocchie si notano i numerosi impegni e quindi ecco l’importanza di partire da una pastorale che parta dal cuore.
Prima della conclusione l’intervento della prof.ssa Serena Quarta
che ha voluto analizzare la lettera dal punto di
vista sociologico con esplicito riferimento a quelle che sono le esigenze della popolazione leccese con una particolare attenzione alla povertà.
A termine il Vescovo ha voluto concludere l’Assemblea ribadendo l’importanza di tornare ad essere comunità capaci di accogliere la sua Parola.

Santi e felici, come voleva don Bosco

Il periodo immediatamente successivo al Natale, rappresenta, per la nostra comunità, il tempo dedicato a San Giovanni Bosco. Il 31 gennaio, infatti, la chiesa ricorda la nascita al cielo del santo dei giovani! E dunque non si può non fare festa!
Non mancano in questo tempo incontri di programmazione e riunioni organizzative, per una festa che ancora riesce a mantenere i tratti di una bella festa parrocchiale!
Non vi nascondo che tante volte mi sono chiesto quale fosse il senso delle tante feste che si vivono nelle comunità cristiane! A volte si ha l’impressione di assistere a riti paganeggianti che poco ci parlano della santità di questi grandi testimoni della fede, non tanto nei riti religiosi, quanto nella cornice di cui, a volte, sembra che non possiamo più fare a meno! “Non c’è festa senza fuochi”, “non c’è festa senza banda”, … Non c’è anno in cui queste belle espressioni non vengano messe in piazza!
Ma poi mi son chiesto: perché fare festa? Perché santità é gioia, santità é vita in pienezza, santità é comunione! E quindi festa sia!
Ci hanno pensato i diversi sacerdoti che hanno solcato i gradini del nostro presbiterio ad aiutarci a comprendere che da don Bosco dobbiamo imparare la preghiera, le fiducia nel Signore e l’amore per i giovani! Ci ha pensato il vescovo Michele a parlarci della santità come adesione alla Parola di Dio. Ci ha pensato mons. Cristofaro a presentarci i santi della porta accanto. Ci ha pensato don Bosco a parlare al cuore dei volontari dell’oratorio, insegnando loro la via della cura da percorrere per i nostri ragazzi! E dunque ci sta fare festa in piazza con la musica popolare e i nostri magnifici stand gastronomici, ci sta aiutare i ragazzi (insieme ai loro genitori) a lasciarsi affascinare dalla “magia”, ci sta lasciarci emozionare dai talenti dei nostri giovani, insieme a quelli di tanti ragazzi, che si sono alternati sul palco del nostro teatro! Perché fare festa allora? Perché abbiamo bisogno di stare insieme, di avere luoghi di incontro, di mettere in tasca i cellulari e sorridere, di lasciarci stupire dai colori delle luminarie, dal suono festoso della banda, dalle scintille luminose dei fuochi d’artificio, dal calore del falò, … Perché, come diceva don Bosco, “la santità consiste nello stare sempre allegri”.

CARNEVALE 2019

Ti aspettiamo per far festa! Ingresso gratuito, ma rigorosamente in maschera!

In questi giorni, intanto, stiamo organizzando una lotteria con fantastici premi offerti da Nico parrucchiere, edicola De Gaetano, Geax, Happy Sfuso, Idea Moda, Dolci e Monelli, Pasticceria Perù, Forno Catameró ed il fruttivendolo Franco Andriani.

Assemblea diocesana

L’arcivescovo Michele Seccia consegna la sua prima #letterapastorale alla nostra diocesi!
Martedì 26 febbraio alle ore 17.00 nell’aula magna “Codacci-Pisanelli” dell’Università del Salento.
Momento importante per la nostra diocesi! Non mancare!